×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 576

AdMedia

Joe Amoruso si racconta: "Io, Pino Daniele e la musica" | L'intervista

22 Marzo 2017 Author :  

Joe Amoruso a Salerno, insieme al maestro Espedito De Marino per trasmettere la propria arte ed il ricordo di Pino Daniele ai ragazzi del liceo coreutico e musicale Alfano I. All'incontro organizzato presso il teatro della colonia di San Giuseppe in via Allende, a Salerno il tastierista originario di Boscotrecase, è intervenuto nell'ambito della rassegna “Buon compleanno Pino", organizzata dal liceo per il terzo anno consecutivo. Joe Amoruso, ai microfoni di Puntoagro news e Puntovesuviani news, racconta la sua collaborazione con Pino Daniele e quella anche con altri nomi illustri, come ad esempio, Tony Esposito, Bob Berg, Mike Stern, Billy Cobham, Nana Vasconcelos e non solo. A partire dagli anni 80, Joe Amoruso si è contraddistinto nell'ambito, non solo musicale, ma anche nella veste di produttore e arrangiatore in diversi progetti, come ad esempio, in “Romanza” con Andrea Bocelli nel 1997, insieme alla casa Sugar Music. Ha realizzato anche un disco da solista nel '92, insieme ad Enzo Gragnaniello, Roberto Murolo, Mike Stern, Nana Vasconcelos, Flavio Piscopo e Bob Berg.

 Una carriera strepitosa iniziata a Napoli alla fine dei suoi 17 anni, negli anni in cui l'esperienza americana regalava quel quid di sound differenti che lo hanno fatto subito poi sbarcare a Milano. “Quando è iniziato il mio percorso, sono stato anche forte del fatto che comunque c'erano gli americani in città, che ci hanno trasferito un tipo di sound diverso che, in Italia, non esisteva e i discografici italiani mi hanno conosciuto e portato a Milano all'età di 18 anni. Ero un musicista e arrangiatore di nuovi generi ed ho debuttato con Alberto Pozzi, che poi aveva molto successo con le ragazzine e ho collaborato ai suoi primi dischi” racconta.

La sua esperienza poi, lo ha portato a diventare un artista di tipo eclettico, che ha avuto la fortuna anche di instaurare, nel 1979-80, un'amicizia con Pino Daniele che ha arricchito entrambi nel corso del lungo periodo trascorso insieme. Così Joe Amoruso racconta del “progetto postumo” in cui si fa portavoce del suo amico Pino Daniele e il suo ricordo in giro per la Campania: “Io ricordo ogni momento della mia vita ed anche nella nostra città, Pino. Proprio domenica siamo stati a Napoli, al San Carlo, a fare la presentazione del film della sua vita, e noi – i suoi amici e colleghi - facciamo parte di questo progetto, visto che saremo testimonial del suo film, che ha riscosso subito un ottimo successo e che tutti gli appassionati di musica dovrebbero vedere”.

Ma quanto è stato importtante Pino Daniele per Napoli e per Joe Amoruso?
“Pino Daniele ha significato molto per me e per Napoli. Per me è stato una grande scoperta, all'inizio quando ci siamo conosciuti, perché stranamente nonostante le strade simili, ci siamo conosciuti relativamente tardi. Infatti, quando io ero a Milano, inizialmente non c'eravamo incontrati ed avevo già iniziato la mia carriera come musicista in un contesto differente, mentre invece Pino Daniele, stava uscendo con il suo disco. Ero molto incuriosito da questo modo nuovo di musica fatto a Napoli, e quindi, lo volevo conoscere così da poter avere con lui un “confronto artistico”: queste strade che si sono incrociate e le loro circostanze, sono state quelle cose su cui poi abbiamo scherzato molto nel corso degli anni” spiega Amoruso “Lui mi chiamò tra il '79 e l'80%, e non so se mi chiamò perché mi aveva sentito, oppure no, in realtà: è un poco un mistero, ma quello che è certo, è che si parlava molto di me negli ambienti, in quel periodo e quindi, lui era interessato alle mie particolarità. Insomma, ci siamo conosciuti per puro caso e poi, alla fine, ci siamo trovati ed è nato subito un feeling particolare”.

“Sono stato incuriosito subito dal Pino musicista e dal Pino artista, però devo dire che lui mi ha subito aperto le porte di casa sua anche umanamente. Nel nostro primo incontro, lui mi aspettava a Formia, dove si era trasferito in quegli anni, io ero sceso da Milano ed abbiamo avuto un incontro in una stanza in cui c'era l'insonorizzazione fatta all'epoca, in modo artigianale, e ci siamo presentati con semplicità. Quando abbiamo iniziato a suonare insieme praticamente è come se ci fossimo conosciuti da sempre. Come se fosse scattato qualcosa da un punto di vista musicale, e lui, mi ha coinvolto umanamente nella sua vita. Per me, innanzitutto Pino era anche un fratello, come se fosse una persona importante contemporaneamente a livello pubblico, ma anche a livello personale”.

A che momento artistico risale il vostro incontro?

“Quando l'ho incontrato, lui doveva fare la tournée, non aveva la band, perché aveva rotto dopo il disco “Nero a metà”. Iniziammo a provare a pochi giorni dall'uscita del disco, ed inoltre, doveva partire la tournée. Lui era preoccupato del fatto che io non potessi ricordare tutte quelle musiche, ma io ho sempre avuto una buona memoria, e quindi quella tournée fu un successo. Il nostro connubio artistico è durato poi per sempre, anche se è vero che poi ognuno di noi, ha fatto un percorso suo. Ma non abbiamo mai perso occasione per incontrarci nuovamente” spiega Amoruso.

Il pianista infatti ha avuto la possibilità di incontrare altri grandi artisti e numerose collaborazioni, per poi intraprendere la via della produzione musicale. Ma come si immagina nel suo futuro Joe Amoruso, più nel mondo della musica da artista o da produttore?

“Quando sono tornato a Napoli intorno al 2005, e da quando è crollata la discografia di tutto il mondo, mi sono reso conto che la tecnologia ha un po' rallentato la mia carriera in termini di produzione, e quindi ci siamo concentrati maggiormente sul mio ruolo di artista, come pianista, perché le persone vogliono sentirmi suonare dal vivo. Anche se inizialmente avevo fatto una scelta diversa, poi mi sento tutto sommato felice di questa piega che ha preso la mia carriera”.

Come è e sarà influenzata la sua musica da quella di Pino Daniele? E in che modo la sua musica ha influenzato quella di Pino Daniele?

“Io penso che la mia musica ha influenzato molto Pino Daniele, così come lui influenzato la mia musica. Ci sono dei dischi sento proprio miei, perché è nata insieme la musica in una sorta di simbiosi. La nostra era un'influenza di tipo reciproco, e non si può scindere la mia musica dalla sua, almeno per quanto concerne certi aspetti, posso affermare che Pino musicalmente è una parte di me. Come ricercatore, come musicista, come arrangiatore, gli ho dato tutto ciò che gli potevo dare e lui con me” racconta Amoruso.

Infine, il ricordo più bello della sua lunga amicizia con Pino Daniele “Io lo ricorderò sempre. In particolare, quel primo giorno, con Pino Daniele, quando ci siamo conosciuti la prima volta lui ed io siamo subito entrati in sintonia. E' divertente che, mentre parlavamo, io mi rendevo conto, mentre discutevamo, che lui non aveva il coraggio di chiedermi di suonare qualcosa, perché comunque eravamo due artisti alla pari. Prendevamo tempo entrambi, ma nessuno dei due aveva il coraggio di fare il primo passo e c'era un imbarazzo iniziale. Ad un certo punto lui, pur di non dire in maniera diretta che voleva suonare qualcosa insieme a me, ha detto: "Joe vedì se quel pianoforte è accordato". Io in quel momento non diedi particolare adito a quella richiesta, ma quando meno se lo aspettava, iniziai a suonare. Subito partì anche il suo accompagnamento e così l'entusiasmo. Pino Daniele era subito contento del sound che avevamo creato insieme, tanto che iniziava a chiamare i suoi collaboratori quando partirono subito fin dalle prime note e le nostre sperimentazioni. Ricordo che diceva: “Totò, Antò venite venite, a sentì: siamo solo due, ma sembriamo un'intera orchestra”.

Punto Vesuviani News

PuntoVesuvianiNews è un giornale online che si occupa del territorio tra Napoli, l'area Napoli Nord e i Vesuviani. 

CONTATTACI: 

redazione@puntoagronews.it

Via Nazionale, 84018 - Scafati

Tel. 3285848178