Bar Ittico, esplode una bomba carta: incubo racket a Torre

13 Marzo 2018 Author :  

TORRE ANNUNZIATA. Ancora un raid contro un’attività commerciale del centro cittadino. La scorsa notte è stato preso di mira un locale di via De Simone, nel cuore del quartiere dell'Annunziata e a due passi dalla Basilica della Madonna della Neve. Una bomba carta è stata fatta esplodere poco dopo mezzanotte all’esterno del Bar Ittico, a Torre Annunziata. L’esplosione ha mandato in frantumi le vetrine e ha divelto la saracinesca. Subito dopo il raid, sul posto sono giunti i carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata, guidati dal maggiore Luigi Coppola, che hanno effettuato i primi rilievi e avviato le indagini, per ora coordinate dalla Procura oplontina che, però, potrebbe decidere di trasmettere gli atti alla Direzione distrettuale Antimafia.

Il raid

Il titolare del bar è Michele Avitabile, candidato alle ultime elezioni comunali nella lista civica Generazione 2.0 (a sostegno del sindaco Vincenzo Ascione) e risultato essere il primo dei non eletti, con oltre 200 preferenze collezionate in particolare nei seggi del centro. A quanto si apprende, lo stesso imprenditore non avrebbe ricevuto richieste estorsive né, ha raccontato, ha subito minacce. Sono dunque al vaglio degli inquirenti tutte le possibili ipotesi relative al fatto che pare avere, in ogni caso, tutti i connotati di un raid intimidatorio. Nessuna pista è stata esclusa e le indagini, come sempre nelle prime battute, restano aperte a 360 gradi. Non può essere scartata nemmeno la pista del raid intimidatorio a scopo estorsivo, visto che questo è il periodo dell'anno in cui la camorra a Torre Annunziata esige il pagamento del “pizzo di Pasqua” per i carcerati. Dopo l’interrogatorio della vittima, un aiuto agli investigatori potrebbe essere fornito dalle videocamere di sorveglianza, sia comunali che private, che potrebbero contribuire a smascherare gli autori del gesto. Quel che è certo è che il bar di Avitabile si trova in uno dei quartieri più delicati di Torre Annunziata, l’ex rione dei pescatori oplontini, il cosiddetto quadrilatero delle carceri, dove gli affari illeciti sono storicamente controllati dal clan Gionta. Questo, però, non è il primo episodio riconducibile alla camorra. Si tratta, infatti, dell’ennesimo raid nella città oplontina tra fine anno e inizio 2018. A fine dicembre, infatti, fu colpito l’ufficio di corso Umberto I della ditta di onoranze funebri Vitiello. Meno di un mese fa, poi, i colpi d’arma da fuoco esplosi contro l’ingresso di una azienda che si occupa del riciclo dei rifiuti in via Provinciale Schiti. Senza dimenticare, a inizio gennaio, l’attentato incendiario nei confronti di due negozi in corso Garibaldi e la bomba carta deflagrata nei pressi di una edicola (già dismessa) alla Croce di Paselle. 

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