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Torre Annunziata. Blitz antidroga nel "quadrilatero delle carceri": presi 7 pusher, anche un calciatore

05 Aprile 2018 Author :  

La Polizia di Stato di Torre Annunziata, a seguito di laboriose indagini, svolte con l'ausilio della Squadra Mobile, nelle prime ore della mattinata odierna, ha dato esecuzione all'ordinanza applicativa di misura cautelare custodiale in carcere nei confronti di una autentica Holding " criminale, dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti, che avevano base operativa in un palazzo al civico 117 di Corso Vittorio Emanuele III, ubicato nel famigerato " quadrilatero delle carceri ", da sempre considerato una delle più proficue ed attive piazze di spaccio, ricadente sotto il controllo dei clan camorristici oplontini che avevano quale roccaforte il famoso " Palazzo Fienga ", oramai completamente sgomberato e reso inaccessibile, in seguito ai provvedimenti della magistratura.

A seguito della massiccia operazione di polizia, svolta con l'impiego di circa 70 elementi appartenenti al Reparto Prevenzione Crimine Campania e Reparto Mobile, nonché unità cinofile antidroga e antiesplosivo, e l'utilizzo di un elicottero del reparto volo, sono stati tradotti presso gli istituti di reclusione di Poggioreale e Cessino: Antonio Bruno di Torre Annunziata di anni 27; Aniello Inca di Torre Annunziata di anni 22; Angelo Nasto di Torre Annunziata di anni 26, calciatore della Sarnese; Carlo Antille di Torre Annunziata di anni 20; Raffaele Cirillo di Torre Annunziata di anni 21.

La misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria è stata disposta nei confronti di: 

1) Gessosi Giuseppe di Napoli di anni 23; M. V. di Torre Annunziata di anni 21

 

Il sistema di spaccio ideato era particolarmente ingegnoso

 Da una parte, infatti, le indagini hanno dimostrato che l'attività veniva svolta in maniera capillare, quasi a " domicilio " da parte dei singoli aderenti alla consorteria criminale; dell'altro il compendio delle investigazioni ha cederete che lo stupefacente veniva custodito sul tetto di un inaccessibile palazzo pericolante e veniva prelevato con una canna da pesca modificata, alla cui estremità veniva posto un pendente ricoperto di nastro adesivo, In tal modo era recuperabile esclusivamente dagli spacciatori, già a conoscenza sia dell'esatta posizione della droga che del metodo per " pescarla ". Avvenuto ciò, gli arrestati utilizzavano un " linguaggio criptato ", noto a coloro che effettuavano " l'intermediazione " della vendita. La merce veniva sovente definita " maglioni in un attenta ed evoluto metodologia di comunicazioni via SMS, ovviamente volta ad eludere e complicare le attività di riscontro; il risultato però per gli spacciatori è stato un totale fallimento, in quanto gli operatori del Commissariato di P.S. " TORRE ANNUNZIATA ", hanno riscontrato ( sono parole contenute nella ordinanza del GIP ) " elementi probatori formidabili, fondati u diuturna ed instancabile attività di osservazione e controllo' che hanno prodotto una I poderosa mole di elementi indi:vari", D'altra parte le richieste dei " clienti " erano veramente tante - centinaia di dosi di cocaina, eroina e canapa indiana sono cadute in sequestro durante il periodo di svolgimento delle investigazioni -, costringendo addirittura gli indagati a rinunziare temporaneamente all'approvvigionamento, per poi riprenderlo con sistematicità e scioltezza, ovvero con l'adozione di modalità operative ripetitive e reiterate, dimostrando senza ombra di dubbio almeno 30 episodi di spaccio tra i comuni di Torre Annunziata e Torre del Greco. 

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