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Torre Annunziata. Rampa Nunziante un anno dopo: la città si ferma

07 Luglio 2018 Author :  

TORRE ANNUNZIATA. Stasera, alle ore 20, dopo la predisposizione di un altare m inistrante sul sagrato della parrocchia della SS. Trinità di via Gino Alfani, avrà luogo una Santa Messa in suffragio, officiata dal parroco don Ciro Cozzolino e concelebrata dai sacerdoti delle altre parrocchie presenti sul territorio cittadino, a cui parteciperanno i familiari delle vittime e le autorità locali. Al termine della funzione religiosa, poi, ci sarà l’inaugurazione del murale commissionato dal Comune agli studenti del Liceo Artistico Statale “G. de Chirico”, allestito sulla Rampa Nunziante in uno spazio adiacente la palazzina crollata. «Il popolo oplontino sarà la vostra voce», recitava lo striscione del corteo di solidarietà che si svolse poco dopo la tragedia. Ai lati una scritta che più chiara non si poteva: «Aspettando la giustizia». Sì, perché quella tragedia che si portò via la vita di due fratellini di 14 e 8 anni, dei coniugi Giacomo Cuccurullo e Edy Laid a, con il figlio Marco; dei coniugi Pasquale Guida e Anna Duraccio, con i figli Francesca e Salvatore, e della signora Pina Aprea, non sarebbe stato un castigo del cielo. C ’è stata la mano dell’uomo. Ne è convinta tanta gente, ma soprattutto ne sono convinti gli inquirenti. Quindici le persone rinviate a giudizio lunedì scorso, mentre l’amministratore di condominio, Roberto Cuomo, ha chiesto il giudizio immediato. I reati contestati sono, a vario titolo, crollo colposo, omicidio colposo e falso in atto pubblico. Per gli inquirenti il crollo sarebbe stato causato dai lavori di manutenzione straordinaria, non autorizzati, eseguiti in un appartamento al secondo piano del palazzo di proprietà di Gerardo Velotto. Il cedimento fu preceduto dalla comparsa di lesioni e lo sgombero della palazzina, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe potuto salvare la vita alle otto vittime. Dagli accertamenti della Procura della Repubblica di Torre Annunziata è emerso che la licenza edilizia sarebbe stata rilasciata nel 1957 per una villetta bifamiliare, mentre in Rampa Nunziante sorgeva invece una palazzina con diversi appartamenti. «Incredibile - la tesi dei pm Andreana Ambrosino e Silvio Pavia - che un palazzo come quello di Rampa Nunziante fosse interamente abusivo. Ma ancora più incredibile è la circostanza che uno stabile sito in pieno centro cittadino, che affaccia sul mare c posto a pochi metri dalla ferrovia, non fosse mai stato controllato».

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