Torre del Greco, l'appello: il corallo "patrimonio Unesco" dopo la pizza

16 Aprile 2018 Author :  

TORRE DEL GRECO. La lavorazione artigianale del corallo e del cammeo in lizza per entrare nella lista dei patrimoni dell'Unesco. Presentata ieri mattina all'Ambasciata italiana di Parigi di Rue de Varenne la candidatura dell'oro rosso vesuviano a «bene immateriale dell'umanità». «Corallo, le trésor rouge de Torre del Greco» le parole m francese scelte per celebrare l'appuntamento, organizzato dall'Istituto nazionale per il commercio estero in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia a Parigi e l'Assocerai, l'associazione nazionale dei produttori di corallo e cammei. 

L'iniziativa

A sostenere la corsa del prodotto simbolo di Torre del Greco a tesoro internazionale c'era proprio l'Assocerai, impegnata da 41 anni a esportare il brand corallino nel mondo. Presente anche Ugo Ciarlatani, Primo consigliere culturale all'Ambasciata d'Italia, Giovanni Sacchi, direttore dell'ufficio parigino dell'Ice, l'ambasciatore Francesco Caruso, consigliere del Presidente della Regione Campania e Giacomo Barbato, commissario prefettizio del Comune di Torre del Greco. Proprio Barbato ha sottolineato che «la comunità torrese che vive alle pendici del Vesuvio appoggia il progetto di candidatura di corallo e cammeo a bene dell'Unesco perché in questo elemento riconosce la sua identità, la sua vita quotidiana, la sua storia». La lavorazione del corallo torrese impegna 300 aziende e 7500 unità fra addetti e indotto. Il 75% della produzione viene esportato.

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