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Attacchi d'ansia: ecco come affrontarli


Namastè cari Lettori

“L’ansia non ci sottrae il dolore di domani, ma ci priva della felicità di oggi”
Leo Buscaglia

C’è chi si preoccupa di ricercare la felicità, privandosi di vivere pienamente l’istante.

Consideriamo la nostra vita come un contenitore dove convergono tante informazioni: pensiamo solamente a tutte le notizie di disastri naturali ed eventi di cronaca nera da cui veniamo quotidianamente bombardati attraverso i mezzi di comunicazione, continuamente trasmesse dai telegiornali, dalla radio, dai giornali; aggiungiamo  l’accesso facilitato ad internet e alle migliaia di informazioni poco filtrate e di ogni genere; a tutto questo uniamo gli eventi stressanti della nostra vita quotidiana. Tutto ciò sembra un calderone pronto a scoppiare.

Ognuno di noi, ogni giorno della sua vita, si confronta con una serie di innumerevoli richieste provenienti dai diversi ambiti di vita (famiglia, figli, lavoro, amici, tempo  libero), e tutto ciò contribuisce con l’aumento del carico di stress individuale.

Nessuno è immune allo stress, sia donne che uomini sono sottoposti a tanti e diversi stress che impongono un carico eccessivamente elevato da sopportare.

Quante volte vi sarà capitato di avvertire una sorta di agitazione fisica, uno strano peso sul petto, difficoltà nel concentrarsi o profonda paura verso situazioni particolari?

Sicuramente sarà successo ad ognuno di noi! Questa descrizione è solo una delle possibili modalità in cui l’ansia può manifestarsi. Il Disturbo D’Ansia è sicuramente la psicopatologia per cui si richiede di più l’aiuto di un professionista!

Ora procediamo per ordine, cercando di fare dei chiarimenti, partendo dal presupposto che l’arma ideale per affrontare qualsiasi tipo di disagio è la conoscenza e la consapevolezza di ciò che ci succede.

Cos’è realmente l’ansia?

È uno stato emotivo, positivo o negativo, associato a una condizione di allerta esterna all’individuo. È sempre esistita ed esisterà sempre, poiché fa parte della vasta gamma delle emozioni provate dall’essere umano che ci hanno garantito la sopravvivenza come specie, proprio per questo è impossibile immaginare di  eliminarla.

Detto questo, è indubbio però che a volte essa si manifesta così tanto intensamente da far credere realmente che una catastrofe stia per compiersi, anche in assenza di un reale pericolo.

La paura ci blocca e ci rende difficile osservare la realtà per quella che è. Questa modalità disregolata di gestione dell’ansia non ci permette di condurre una vita serena. Molto è anche determinato dal nostro stile di vita, ovvero dal nostro modo di vivere spesso non proprio salutare,  che ci porta ad assumere dei comportamenti che aumentano il livello di stress, rendendo, così, l’organismo più sensibile all’ansia (uso di alcool, droghe, alimentazione scorretta, relazioni non sane, ecc.).

A questo aggiungiamo gli eventi di vita a cui nessuno può sottrarsi, eventi negativi (come morti, malattie, problemi economici ecc.) e anche positivi (come feste, matrimoni, nascite ecc.) che determinano un innalzamento dei normali livelli di ansia fino a vivere dei veri e propri attacchi di panico. Insomma, come ho già accennato, potrebbe sembrare un calderone pronto a scoppiare.

Come si manifesta l’ansia?

L’ansia si manifesta a più livelli:

  • Fisiologico: aumento del battito cardiaco, sudorazione, tremore, senso di vertigini, nausea, dolore gastrico, emicranie, agitazione fisica, tendenza a mangiare le unghie ecc.
  • Cognitivo: paura di perdere il controllo, paura di ammalarsi, pensieri e immagini catastrofiche, paura di fallire, di non essere all’altezza, ecc.
  • Emotivo: dolore, tristezza, paura, sensi di colpa, ecc.

A volte, questa sintomatologia è talmente forte, da indurre la persona a voler trovare una risposta in urgenza. Ma tante e tante volte si applicheranno soluzioni guidate da questa agitazione, tante e tante volte esse non saranno risolutive al problema di base.

L’ansia nasce dall’interpretazione errata delle informazioni che riceviamo, dall’esterno (ad es. litigio con la persona amata, bocciatura ad un esame, ecc.) o da noi stessi (pensieri, agitazione fisica o emozioni).

Come possiamo affrontarla?

Partendo dal presupposto che l’ansia è una reazione emotiva di fronte a una problematica che percepiamo minacciosa, e che non va assolutamente eliminata, l’obiettivo principale diventa riuscire a vivere la nostra ansia in modo più funzionale.  Prima di affrontare la minaccia esterna, dobbiamo riuscire ad agire sulla nostra modalità di percezione dell’agitazione a livello fisico.

Se diamo il tempo al nostro corpo di viverla pienamente, senza agire, osserveremo quanto essa arrivi ad un punto massimo per poi iniziare a decrescere da sola.

Ma come nel pratico?

  1. Agganciarsi al corpo durante la fase di massima manifestazione dell’ansia. Sospendendo l’azione e concentrando la nostra attenzione sul respiro, farlo fino a quando saremo più calmi fisicamente;
  2. Solo quando si avvertirà un calo nella percezione fisica dell’ansia,  si cercherà di valutare la problematica da un punto di vista più oggettivo, così da evitare di mettere tutto insieme;
  3. Valutare la natura della problematica e le eventuali soluzioni da poter applicare;
  4. Considerare i  pro e  contro delle risoluzioni identificate considerando la fattibilità;
  5. Fare una lista delle soluzioni, da quella più fattibile a quella meno fattibile;
  6. Iniziare a mettere in pratica quella che sembra più funzionale;
  7. Se la risoluzione scelta non soddisfa pienamente, considerare la soluzione successiva della lista, e metterla in pratica nuovamente
  8. Se la problematica persiste contattare un professionista. Qual ora questi suggerimenti non diano un buon risultato, magari sarebbe importante per la propria salute consultare un professionista della salute qualificato e abilitato. Gli psicologi, gli psicoterapeuti potranno passarvi strumenti specifici della gestione degli stati emotivi, così da potervi garantire un aumento della percezione dell’autoefficacia e dell’autonomia.

Provate a fermarvi e a pensare che a volte a spaventarci non è tanto un problema in sé, quanto la rappresentazione di significato che ne abbiamo dato. Sarebbe bello poter riflettere con voi su questo concetto chiunque voglia farlo può scrivere alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ringrazio un nostro lettore che mi ha segnalato questa tematica, spero di essere stata d’aiuto.

Namastè

Dottoressa Raffaella Marciano

Psicologa - Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale.

Esperta in tecniche per la gestione dello stress.

Segue la Terapia Metacognitivo Interpersonale per i Disturbi di Personalità.

Studio di Consulenza Psicologica e Psicoterapia, via G. Matteotti 16, San Valentino Torio (Sa).

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