Il Culto S.Gennaro aspira a diventare patrimonio Unesco

04 Luglio 2020 Author :  
Il culto di San Gennaro puo' aspirare a essere riconosciuto come patrimonio immateriale dell'Unesco. C'e' gia' un Comitato promotore del Culto e devozione di San Gennaro a Napoli e nel mondo. C'e' gia' il riconoscimento, da parte della Regione Campania, della legittimita' culturale e scientifica dell'iniziativa, iscritta nell'inventario Ipic, per l'anno 2018, del Patrimonio culturale immateriale campano. C'e' la benedizione del cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli. Perche' San Gennaro non e' solo un "santo religioso, ma un santo civico", nelle parole del vicario per la cultura della Curia di Napoli, monsignore Adolfo Russo. "Se un fedele ha da chiedere una grazia personale ha mille santi a disposizione: la Madonna del Carmine, Sant'Antonio - spiega - se invece la richiesta e' comune, diffusa, allora ci si rivolge a San Gennaro". Santo al quale, come nel caso della pandemia da coronavirus di quest'anno, ci si rivolge per chieder aiuto, affidandosi al patrono nelle proprie preghiere. Un atto voluto dal cardinale Sepe, atteso dai fedeli napoletani. Il coronavirus e le misure del lockdown hanno interrotto una tradizione che nemmeno le Guerre erano riuscite a fermare: la processione del sabato che precede la prima domenica di maggio che percorre le strade del centro storico dal Duomo fino alla Basilica di Santa Chiara, una delle tre date in cui si ripete il prodigio della liquefazione del sangue. In un'altra occasione, secondo la tradizione, il popolo di Napoli chiese il suo intervento per fermare l'eruzione del Vesuvio. Storicamente, tra il 1526 e il 1527, Napoli fui colpita dalla pestilenza, da una eruzione del Vesuvio e imperversava la guerra tra Spagna e Francia. I napoletani, con tanto di notaio, proposero un contatto a San Gennaro: se avesse posto fine a tutto, loro gli avrebbero eretti una nuova e piu' ampia cappella nel Duomo. Ovviamente nessuno arrivo' a firmare il contratto, ma la leggenda tramanda l'intercessione del santo per mettere un punto ai problemi della citta'. Nacque cosi' la Cappella del Tesoro di San Gennaro, mentre di li' a poco sarebbe nata anche la Deputazione, ancora oggi esistente, presieduta dal sindaco di Napoli. Alla Deputazione spetta, tra i compiti, anche lo sventolio del fazzoletto bianco per certificare l'avvenuta liquefazione del sangue del santo, il 19 settembre, uno dei tre appuntamenti con il prodigio, il piu' sentito dai napoletani e dai 25milioni (stima del Vaticano) di fedeli nel mondo. L'ultimo appuntamento e' quello del 16 dicembre, giorno in cui, con l'intersezione del santo, cesso' l'eruzione del Vesuvio del 1631. "Se ne era cominciato a parlare in forma un po' fumosa - ha detto Sepe - Poi San Gennaro 'ci ha sciolto' e ha messo in moto la macchina". L'iniziativa e' stata promossa dall'Universita' degli studi di Napoli Federico II, con il Centro interdipartimentale Lupt, in collaborazione con la Fondazione diocesana Fare Chiesa e Citta', la Deputazione della Cappella del Tesoro di San Gennaro, il Pio Monte della Misericordia, il Museo Diocesano di Napoli, il Complesso Monumentale di Donnaregina, il Comitato Diocesano San Gennaro -Guardia di Onore alla Cripta, l'Associazione "I Sedili diNapoli" Onlus, la Fondazione Ferrante Sanseverino, l'Associazione Sebeto ed Icomos International Council on Momuments and Sites.

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