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Torre Annunziata. Spaccio di droga: arrestato ex calciatore del Sorrento e i genitori

24 Giugno 2019 Author :  

Avevano organizzato una piazza di spaccio domiciliare e in famiglia al primo piano di una delle palazzine dell'agglomerato conosciuto come "Palazzine dei Poverelli" a Torre Annunziata, in provincia di Napoli. In carcere una 37enne, Rita Ferraiuolo, mentre il marito e il figlio, Andrea e Pasquale Evacuo di 40 e 23 anni, sono destinatari di un'ordinanza di custodia cautelare bis perché già detenuti per altra causa. Gli agenti del Commissariato della città oplontina, coordinati dalla locale procura, hanno eseguito i provvedimenti nei confronti dei tre indagati ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti aggravata per essersi avvalsi di persone minorenni e di un bimbo non imputabile di dieci anni. Nel corso della perquisizione nella casa della donna è stato rinvenuto, in una fessura, un involucro contenente circa 20 grammi di cocaina. L'attività di indagine, svolta dal 13 gennaio 2018 al 24 settembre 2018, con successivi riscontri anche nei mesi scorsi, ha consentito di accertare che in una delle palazzine era stata allestita la piazza di spaccio che faceva capo alla famiglia Evacuo/Ferraiuolo. In particolare la donna ha dimostrato "una spiccata attitudine nell'organizzazione dell'attività", mentre il marito, pur sottoposto agli arresti domiciliari, "partecipava attivamente alle cessioni ai clienti che si recavano al domicilio", mentre il figlio "Pasquale, ex calciatore del Sorrento, operava le consegne dello stupefacente recandosi nei luoghi di volta in volta stabiliti, spingendosi sino alla penisola sorrentina ove, in virtù delle conoscenze acquisite, aveva accreditato la propria immagine di pusher". Proprio all'indirizzo dell'abitazione di Andrea Evacuo, la sera del 15 dicembre 2018, ignoti esplosero in direzione della veranda esterna della casa 12 colpi di pistola. In quell'occasione un colpo ferì accidentalmente un uomo che, in quel momento, si trovava in casa. In una nota la Questura partenopea ha evidnziato che l'attività di Spaccio era continua. Gli indagati peraltro, utilizzavano l'appartamento di residenza, il cui ingresso è ben protetto da una grata in ferro, come una vera e propria casa dello Spaccio e accertato anche il grosso volume di affari. Le cessioni di droga venivano compiute prevalentemente dai pusher che, di volta in volta, si alternavano nella conduzione materiale dello Spaccio, tutelati da vedette che monitoravano con perlustrazioni e vigilanza l'intera area, proprio sul viale principale delle Palazzine. Gli spacciatori esaudivano le richieste di stupefacente che ogni singolo acquirente prenotava contattando direttamente la donna o il marito i quali, raccolti gli ordinativi, ne organizzavano la consegna che variava a seconda delle circostanze o della familiarità dei rapporti maturati con il cliente. Le indagini hanno consentito di individuare ogni singolo pusher, vedetta e fiancheggiatore. E' stato, inoltre, possibile sequestrare la cocaina venduta e segnalare ai prefetti di Napoli e Salerno ogni acquirente per le violazioni amministrative. Si è trattato molto spesso di violazioni reiterate poiché gli acquirenti, provenienti dall'hinterland napoletano e salernitano, anche dopo il sequestro della droga, non esitavano a contattare nuovamente i pusher per acquistare nuove dosi.

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