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Le montagne russe dell’animo: il disturbo borderline di personalità

17 Aprile 2019 Author :  

Namastè cari lettori,
oggi tratteremo nello specifico del Disturbo Borderline di Personalità, il quale rientra nel Cluster B, insieme al Disturbo Narcisistico, Disturbo Istrionico e il Disturbo Antisociale di Personalità (vedi DSM-V).

In particolare il Disturbo Borderline è caratterizzato da repentini cambi del tono d’umore, instabilità nelle relazioni, disorganizzazione narrativa, elevata impulsività e condotte a rischio. Queste caratteristiche creano una miscela esplosiva che innesca una profonda sofferenza nella persona. Molto spesso vivono passaggi veloci tra la serenità e la forte tristezza, tra la rabbia e il senso di colpa, e spesso, tutte queste emozioni si presentano insieme tanto da creare un vero e propri caos interno nella persona, e per riflesso anche nelle vite di chi è loro vicino. Questi veri e propri “tsunami-emotivi” si verificano principalmente quando la persona vive eventi relazionali spiacevoli, che vengono percepiti come giudizio severo.

In questo funzionamento è presente una profonda vulnerabilità emotiva che induce la persona che ne soffre ad avere delle reazioni forti, immediate e di lungo tempo. Difatti, la gestione delle emozioni, sempre più forti e confusionarie, diventa profondamente disregolata. L’impulsività, tipica dei tentativi di porre rimedio, si manifesta soprattutto con vere e proprie esplosioni di rabbia, litigi, condotte a rischio, uso di sostanze. Tali soluzioni impulsive e disregolate, purtroppo e sempre più spesso, si esplicano attraverso dei veri e propri atti autolesionistici, come ad esempio il procurarsi piccoli taglietti sul corpo, oppure procurarsi piccole bruciature, o in casi estremi veri e propri tentativi di suicidio. La sofferenza a volte è tanta da impedire che queste persone sviluppino adeguate capacità autoriflessive, di monitoraggio dei propri stati interni così da relazionarsi in modo sano anche con gli altri. Di fatti queste condotte influenzano negativamente anche la costruzione di sani rapporti interpersonali. In quest’ultimo caso si osservano rapporti estremi, caotici, dove tutto è il contrario di tutto, e si passa dall’idealizzazione del partner all’improvvisa svalutazione di quest’ultimo. I rapporti partono dal ritenere l’altro un amico, compagno, collega “perfetto”, il massimo a cui poter aspirare, ma è sufficiente una piccola critica o divergenza su un qualsiasi aspetto per ritenerelo l’opposto. Tutto questo rumore interno, impedisce loro di avere una buona capacità narrativa, difatti i loro racconti appaiono ricchi di particolari ma estremamente confusionari, come se non vi fosse un filo logico che li unisca. Uno degli aspetti più pregnanti del Disturbo Borderline, che ne guida poi il funzionamento, è la percezione che la persona ha di se stessa. La visione confusionaria e instabile della realtà appena descritta, viene applicata in primis a se stessi, considerandosi ad esempio “Inconsistenti” “Indegni” “Incapaci”. Il dolore di questa immagine di sé è talmente tanto forte che la persona percepisce un vero e proprio vuoto interiore, che cerca costantemente di riempire, attraverso la correzione di questi difetti, purtroppo applicando strategie estremamente disregolate emotivamente e disorganizzate a livello comportamentale (come abbiamo già descritto), dove in questa costante lotta contro l’immagine terrifica di se stessi si aggiunge “l’altro” percepito costantemente come giudicante e potenzialmente abbandonico.
Per sintetizzare quanto detto: le persone con tale disturbo presentano disregolazione emotiva ed affettiva con improvvise esplosioni di rabbia, sentimenti di vuoto, instabilità nella percezione di sé e degli altri.

La letteratura mondiale descrive, ormai in maniera unitaria, come fattori di rischio del disturbo borderline i seguenti:
• un’infanzia trascorsa in un ambiente invalidante, ovvero un contesto all’interno del quale la persona ha subito costanti svalutazioni e critiche, o ha vissuto situazioni abusanti.
• Componente temperamentale e genetica, ovvero l’indole della persona stessa nel tendere alla disregolazione emotiva.
A lungo andare questo funzionamento così instabile costringe la persona a vivere in modo totalmente disregolato la propria vita sotto tutti gli aspetti.
Chiedere aiuto ad un professionista della salute prima che sia troppo tardi, come uno psicoterapeuta, è uno delle potenziali risoluzioni. Tra i percorsi psicoterapeutici che hanno dimostrato una maggiore efficacia nel trattamento del Disturbo Borderline di Personalità vi è quello Cognitivo-Comportamentale. Nello specifico è stato messo a punto un modello di trattamento chiamato Metacognitivo-Interpersonale proprio per i Disturbi di Personalità. Gli scopi ultimi della terapia sono la riduzione della sofferenza interiore della persona e il miglioramento della sua qualità di vita, partendo e tenendo conto delle sue esigenze e delle sue priorità.
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Dottoressa Raffaella Marciano, curatrice Rubrica Namastè
Psicologa - Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale.
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